Il 20 giugno la comunità internazionale celebra la Giornata Mondiale del Rifugiato, una ricorrenza dedicata a riconoscere il coraggio, la resilienza e la dignità di milioni di persone costrette a lasciare le proprie case a causa di guerre, persecuzioni, violenze, violazioni dei diritti umani e disastri.
Quest’anno la ricorrenza è segnata dalla pubblicazione del World Migration Report 2026 dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), che indica come oltre 120 milioni di persone si trovassero in condizioni di sfollamento forzato entro la fine del 2024. Tra queste vi sono rifugiati, richiedenti asilo e persone sfollate all’interno del proprio Paese. Il numero degli sfollati interni ha superato gli 83 milioni di persone, il dato più alto mai registrato.
Il rapporto evidenzia che il mondo sta attraversando un periodo di profonde trasformazioni. Conflitti prolungati, crisi umanitarie, degrado ambientale, eventi climatici estremi e persistenti disuguaglianze hanno contribuito ad ampliare gli spostamenti umani in diverse regioni del pianeta. Allo stesso tempo, in molti contesti cresce la diffusione di discorsi di rifiuto, disinformazione e xenofobia nei confronti di migranti e rifugiati.
Di fronte a questa realtà, la condizione delle persone in mobilità continua a interpellare governi, organismi internazionali, organizzazioni della società civile e comunità di fede. Al di là dei numeri, ogni spostamento rappresenta una storia segnata da perdite, incertezze e dalla ricerca di un luogo sicuro in cui poter ricostruire la propria vita con dignità.
La missione scalabriniana nasce proprio dall’impegno di camminare accanto a coloro che vivono l’esperienza della mobilità umana. Ispirate dal carisma di San Giovanni Battista Scalabrini, le Suore Missionarie Scalabriniane sono presenti in diverse parti del mondo, accompagnando migranti, rifugiati e sfollati, offrendo accoglienza, ascolto, orientamento e sostegno nella ricostruzione dei loro progetti di vita.
La Giornata Mondiale del Rifugiato ricorda che la protezione delle persone costrette a fuggire non è soltanto una responsabilità giuridica o politica, ma anche un impegno etico e umano. In un contesto globale segnato dall’aumento degli sfollamenti e dall’indebolimento dei diritti, diventa ancora più necessario costruire comunità capaci di accogliere, proteggere, promuovere e integrare coloro che sono stati costretti a lasciare le proprie case, le proprie famiglie e i propri punti di riferimento.
Celebrando questa giornata, rinnoviamo la nostra solidarietà verso i rifugiati e gli sfollati di tutto il mondo e riaffermiamo il nostro impegno nella difesa della dignità umana, della cultura dell’incontro e nella costruzione di percorsi di speranza per quanti si trovano lontani dalla propria terra d’origine.





