Il Movimento dei Laici Missionari Scalabriniani (MLMS) ha iniziato il 21 ottobre il cammino dell’VIII Assemblea Generale, che si svolge a Garibaldi, nello Stato del Rio Grande do Sul, in Brasile. Riuniti per accogliere le informazioni e le indicazioni in preparazione all’apertura ufficiale, i partecipanti hanno mosso i primi passi di un tempo di grazia, ascolto e discernimento.
Ispirati dal motto «Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro» (Lc 24,15), i Laici Missionari Scalabriniani sono chiamati a rafforzare la formazione, approfondire l’identità scalabriniana e rinnovare il proprio impegno missionario.
All’Assemblea partecipano anche la Superiora Generale delle Suore Scalabriniane, Suor Luiza Dal Moro, e la Consigliera Generale, Suor Myrna Cazar Tordillo, che accompagnano questo importante momento di comunione, discernimento e rinnovamento della missione scalabriniana.
La proposta è che questi giorni contribuiscano a un cammino condiviso, aiutando i partecipanti a riconoscere Gesù nella realtà dei migranti e dei rifugiati e a trasformare la fede in gesti concreti di accoglienza, fraternità e speranza.
Messa di apertura
Nell’omelia della Messa di apertura dell’VIII Assemblea Generale del MLMS, Fra Isidoro Massarolo ha messo in relazione la missione dei Laici Missionari Scalabriniani con il servizio dei diaconi, sottolineando la dimensione dell’incontro, dell’ascolto, della condivisione e dell’impegno per la vita.
Ispirandosi al racconto dei discepoli di Emmaus, ha ricordato che spesso anche noi riprendiamo la strada del ritorno, spinti dalla stanchezza, dalle difficoltà e dai problemi che incontriamo lungo il cammino. Eppure, è proprio in questi momenti che il Signore si avvicina, ci cerca, cammina con noi e ci invita a riconoscerlo. L’incontro con Cristo rinnova le nostre forze e ci chiama a proseguire la missione, sostenuti dalla condivisione del pane, della vita e dell’impegno.
Riflettendo sull’esperienza di San Paolo e sul mistero di Cristo, Fra Isidoro ha sottolineato che la fede non si fonda soltanto sulla conoscenza o sull’intelligenza, ma sull’esperienza personale con il Signore. È la contemplazione ad alimentare la mistica missionaria, a rafforzare il coraggio e ad aiutarci a vivere ogni momento come un’opportunità unica di incontro con Dio e con i fratelli. Ha evidenziato che non possiamo orientare la nostra vita sulla falsa sicurezza che ci sarà sempre un domani, ma sulla consapevolezza che ogni istante è prezioso e ci chiama ad amare, servire e testimoniare il Vangelo.
Riprendendo l’esortazione di Papa Francesco nell’Evangelii Gaudium, ha sottolineato che i missionari non possono svolgere la propria missione con uno sguardo privo di speranza, come chi ha perso la gioia di vivere. Al contrario, sono chiamati a coltivare una spiritualità caratterizzata dalla speranza, dalla gioia e dalla capacità di intravedere possibilità anche di fronte alle difficoltà. Ha inoltre evidenziato che essere missionari non significa rassegnarsi alla realtà, ma impegnarsi per trasformarla, proponendo nuove strade e costruendo, con coraggio e fede, la realtà che desideriamo vedere nascere.
Il messaggio centrale dell’omelia è stato un invito a rinnovare la mistica missionaria: lasciarsi incontrare da Cristo, riconoscere la sua presenza lungo il cammino e trasformare questo incontro in un servizio concreto, soprattutto accanto ai migranti e ai rifugiati. Il missionario scalabriniano, infatti, è chiamato a camminare con le persone, condividendone i dolori e le speranze, e a essere segno di una Chiesa viva, accogliente e impegnata nella difesa della dignità umana.







